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Sono donne e under 35 le manager che trainano la crescita del paese

Dalla Legge di Bilancio 2021 e dalla Regione Emilia Romagna: tanti incentivi per l'imprenditoria femminile!

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L’Italia resta agli ultimi posti fra i paesi europei per l’occupazione femminile e la situazione è particolarmente grave nel Mezzogiorno, distante oltre trenta punti dalla media Ue: quattro regioni del Sud – dati Eurostat – risultavano nel 2020 tra le cinque peggiori nell’Unione europea. Nell’anno della pandemia il tasso di occupazione femminile è stato in media in Europa del 62,4% per le donne tra i 15 e 64 anni a fronte del 49% media Italiana scesa nell'occupazione femminile di 1,1 punti (-0,6 in Ue), con minimi del 32,2% nel regioni del Sud e del 33,2% nelle Isole.

Tuttavia i dati di Unioncamere-Infocamere sul primo trimestre 2021 lasciano intravedere qualche speranza per il futuro: sono le donne manager under 35 al traino della creazione di nuove imprese (+8,1%). Mentre risultano più timorose le colleghe più adulte, alle quali si riferisce solo il 2% delle startup imprenditoriali 2021.

In un contesto storico di generale sofferenza del sistema economico la mobilitazione delle energie femminili è fondamentale per la ripresa, perciò rivestono grande importanza gli incentivi per sostenere e promuovere la voglia di mettersi in gioco di quello che in passato è stato definito "il sesso debole".

 

Con la legge di Bilancio 2021 è stato introdotto un ricco pacchetto di misure per incentivare l’imprenditoria femminile e molti altri provvedimenti sono stati presi dalla Regione Emilia Romagna per favorire il miglioramento delle condizioni di lavoro o avere le risorse (formazione e supporto economico) necessarie per avviare nuove attività, anche attraverso collaborazioni con enti locali e associazioni.

La Manovra 2021 ha introdotto il Fondo per il venture capital (€ 3Mln) al fine di sostenere investimenti in capitale di rischio in progetti di imprenditoria femminile ad elevata innovazione tecnologica. E ancora il Fondo Impresa Femminile (€ 20Mln per ciascuno degli anni 2021 e 2022) per promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori di imprenditorialità e lavoro tra le donne e massimizzare il loro contributo, quantitativo e qualitativo, allo sviluppo economico e sociale del Paese.

C’è anche un Fondo per il sostegno della parità salariale di genere (€ 2Mln/annui) destinato a interventi finalizzati al sostegno e al riconoscimento del valore sociale ed economico della parità salariale di genere e delle pari opportunità sui luoghi di lavoro.

Infine la Manovra 2021 rifinanzia con 15Mln di euro l’iniziativa Donne in campo, il regime di aiuto istituito dalla legge di Bilancio 2020 per la concessione di mutui a tasso zero fino a 300mila euro a favore dell’imprenditoria femminile in agricoltura, curato da Ismea.

 

Sul fronte Regionale, l'Emilia Romagna ha stanziato € 1,9Mln per il biennio 2021-2022 a favore di Enti locali, Associazioni di promozione sociale, Volontariato, Onlus a sostegno del lavoro femminile e la promozione di progetti innovativi per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne. Fra le iniziative per un’occupazione stabile e di qualità e misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche la possibilità di finanziare progetti pilota per servizi aziendali e interaziendali di lavanderia/stireria, disbrigo  delle pratiche burocratiche, forme di car-pooling e car-sharing. Il bando si muove in due direzioni: da un lato azioni di formazione e consulenza, con l’obiettivo di valorizzare e rafforzare le competenze femminili, in particolare in campo economico-finanziario e nei settori innovativi e ad alta tecnologia, anche con iniziative di coaching da parte delle Università. Dall’altro, interventi sul fronte del welfare per attivare Piani di flessibilità aziendale e forme di innovazione organizzativa, attraverso la contrattazione territoriale.

A giugno 2021 il via libera della Giunta regionale al Women New Deal, il fondo gestito da Artigiancredito, con l’obiettivo di sostenere con contributi a fondo perduto fino a un massimo di 30mila euro le micro e piccole imprese a conduzione "rosa", anche in forma associata, e le singole partite Iva che operano sul territorio regionale da non più di cinque anni. Si tratta di uno strumento finanziario innovativo, rivolto espressamente alle imprese la cui base sociale è costituita per la maggioranza da donne e alle professioniste, per l'erogazione di contributi a fondo perduto fino a 30mila euro a impresa,in aggiunta ai finanziamenti agevolati targati Microcredito e Starter. 

Tra i requisiti per essere classificate come imprese femminili, e quindi usufruire dei sostegni a fondo perduto, le società cooperative e di persone dovranno avere come soci almeno il 60% di donne; invece nel caso delle società di capitali dovranno essere intestate alle donne imprenditrici almeno i due terzi delle quote di partecipazione; la stessa percentuale minima richiesta per la composizione degli organi di amministrazione. I progetti finanziabili comprendono gli investimenti necessari all’avvio, allo sviluppo e al consolidamento dell’impresa e alla messa sul mercato di prodotti e/o servizi. In particolare, tra le spese ammissibili figurano quelle per ristrutturazioni edilizie, acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi, brevetti, iniziative promozionali e partecipazione a fiere ed eventi, consulenze specialistiche e spese per formazione. L’aiuto regionale a fondo perduto non potrà comunque superare il 40% dei costi ammessi, con un contributo massimo di 30.000 euro ad impresa, per la parte non coperta dal finanziamento agevolato eventualmente ottenuto attraverso i fondi Microcredito o Starter. Inoltre, i progetti dovranno prevedere un costo totale ammissibile non inferiore a 8.000 euro. 

Artigiancredito è incaricata della selezione e istruttoria dei progetti e dovrà occuparsi delle attività di controllo e monitoraggio. Ai fini valutativi, caratteristiche di merito dei progetti sono le ricadute positive in termini occupazionali; la rilevanza della componente femminile e giovanile in termini di partecipazione societaria e/o finanziaria al capitale sociale; la valorizzazione dei mestieri della tradizione (sartoria, artigianato, ecc.); la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e la condivisione delle responsabilità di cura famigliari; lo sviluppo dei percorsi di inclusione sociale e lavorativa di donne a rischio di fragilità sociale (ad esempio vittime di violenza di genere); il contenuto innovativo dei progetti.  

La presentazione delle domande di aiuto è legata alle modalità stabilite per i fondi Starter e Microcredito, relative finestre temporali di apertura e avere già ottenuto il relativo finanziamento agevolato richiesto per la realizzazione del progetto --> per verificare i nuovi termini di apertura del fondo StartER clikka qui.

Nel 2020 attraverso il Fondo Starter sono stati erogati 83 finanziamenti ad altrettante imprese femminili per oltre 4,6Mln di euro, mentre sono state 59 le imprese e le professioni femminili che hanno potuto usufruire di 1,2Mln di euro grazie al Fondo Microcredito.

Numeri destinati a crescere nel 2021 con il nuovo Fondo per l'imprenditoria femminile Woman New Deal!

 

In un mercato del lavoro ancora troppo spesso segnato da disuguaglianze di genere e discriminazioni, la ripresa è un verbo coniugato al femminile.