L'importanza della Banca di Relazione

Questa è la nostra forza e la nostra diversità.

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Non possiamo nasconderci il fatto che la situazione che stiamo vivendo è a dir poco eccezionale e drammatica. La gravità del quadro che abbiamo di fronte, sotto tutti i punti di vista, è senza paragoni nella storia. Il Covid ha generato una crisi a tutti i livelli: antropologico, sociale, psicologico, economico, finanziario. Alla data della stesura di questo articolo, purtroppo, non intravediamo ancora la luce alla fine del tunnel.
Grazie alla, pur tardiva, diffusione dei vaccini, qualcosa sta cambiando ma tutti siamo attanagliati dal dubbio che possa essere ancora non sufficiente, che la svolta sia
ancora lontana. In particolare le aziende non possono aspettare; il quadro delle perdite economiche è sconfortante. Allo stesso tempo i giovani crescono isolati, i soggetti più fragili, chiusi in uno smart working che talvolta si trasforma in un carcere psicologico, sono ai limiti della depressione. Eppure in questo “inferno” possiamo trovare elementi importanti che ci fanno guardare con grande coraggio e fiducia al futuro. Questi elementi sono vicini a noi. Alcuni più impalpabili ma assai pertinenti e importanti. Altri estremamente concreti, fino a coincidere con il nostro stile unico di “fare banca”.
La pandemia ci ha costretto a comprendere in maniera nuova valori che sembravano perduti:
l’interdipendenza di tutti (“nessuno si salva da solo” ha ricordato papa Francesco); la necessità di cooperazione per affrontare e risolvere i problemi, da quelli ambientali a quelli dell’immigrazione e della sanità; l’importanza del bene comune, di cui la salute è un dato fondamentale; la possibilità di una nuova organizzazione del lavoro.
Questa nuova “comprensione” dovrà essere un’eredità da non dimenticare. Un background esperienziale su cui lavorare per migliorare le nostre comunità, i nostri territori, la nostra vita. Va anche detto che, a fronte di questo scenario, la reazione di governi, banche centrali e autorità di vigilanza è stata, generalmente parlando, rapida ed eccezionale. Ciò ha consentito di attenuare l’impatto della crisi, scongiurando il rischio di una grave restrizione del credito. Si stima che questi interventi abbiano impedito l’attuazione di circa 600.000 licenziamenti, per citare solo un dato assai significativo per le sue ricadute. Il recupero dell’attività produttiva registrato a livello globale e in Italia durante i mesi estivi, lo scorso anno, quando la diffusione dell’epidemia aveva segnato un sostanziale rallentamento, non sarebbe stato possibile senza l’ampio sostegno fornito dalle politiche economiche. In questo contesto il ruolo del nostro fare banca - differente, appassionato, sempre vicino ai soci e clienti - è stato importantissimo per il territorio in cui viviamo. Come potete leggere all’interno dell’intervista al nostro direttore Garattoni, le facilitazioni per i nostri clienti (moratoria mutui, supporto per i finanziamenti governativi, continuità del credito) sono state possibili grazie alle buone performance della banca, a loro volta frutto della coesione della sua Governance e di tutti i soci. Al contempo le iniziative in favore del terzo settore, dei giovani e delle realtà impegnate a favore del sociale e della cultura non sono in alcun modo venute a meno. Il nostro modello di banca di relazione a ispirazione mutualistica
e comunitaria emerge, nelle difficoltà di questi mesi, come pienamente attuale. Anzi necessario. Sempre più decisi, continueremo a rafforzare la nostra identità e appartenenza.
Questa è la nostra forza e la nostra diversità.


Barbara Camporeale Presidente C. di A. RomagnaBanca Cred.Coop.